1 settembre 2010

EGOland, o dei social network

Aziende! Non perdete l’autobuzz! Seguite il vostro istinto di autoconversazione! È arrivato l’arrotino e lo stratega social!

Con i social network avete l’occasione di parlare di voi stessi come non avete fatto mai. Nei social network, d’altronde, tutti parlano di sé stessi, in diversi modi e diverse forme, quindi abbiamo deciso di stilare un brevissimo compendio con le caratteristiche salienti di alcuni network che frequentiamo regolarmente. Per evitare di parlare solo “a” voi stessi, oltre che “di”.

Poi non dite che non ve l’avevamo detto.

Facebook: alter EGO

FacebookIn genere, gli utenti di questo network di nicchia (soli 500 milioni di iscritti, ad oggi) proiettano qui parte della loro vita privata. I puristi hanno una prevalenza di “amici veri”, persone conosciute fuori dalla rete. Altri invece accettano amicizie da chiunque, che poi è pericoloso. Potete diventare amici di questi ultimi senza grossi problemi grazie al vostro profilo aziendale, oppure comprare nomi dalle agenzie specializzate. In entrambi i casi, avrete sprecato benissimo tempo e denaro.

Twitter: EGOlogico

TwitterCi piace tanto twitter, perché: il pensiero breve necessita un esercizio mentale supremo (ricordate Voltaire?); in 140 caratteri, anche se sbagli di brutto non puoi sbagliare oltre una soglia da denuncia; è tecnicamente difficile litigare.
Consigliamo 6 mesi di ascolto e la lettura integrale di The Ultimate Guide for Everything Twitter, poi partire.

Flickr: EGOgrafia

Il network delle immagini, non solo fotografiche. C’è di tutto, perfino un sacco di cose belle. C’è chi non ha remore e pubblica tutto, ma proprio tutto, di sé, in modalità appunto radiografica – o eco/egografica. Solitamente sono gli stessi che poi denunciano le aziende per violazione della privacy quando gli telefonano a casa per un’offerta promozionale.

Friendfeed: EGOmostro

FriendfeedQualcuno di illustre lo ha definito una fogna. In realtà dipende, come sempre, da chi si frequenta. Anche Bologna può essere una fogna, se si frequentano i topi. Su Friendfeed appare molto evidente l’ego di gran parte degli utenti; alla maggior parte dei post soggiace la sentenza: “ora basta parlare di me, parliamo di voi. Cosa pensate di me?”.

Molti utenti si fanno fare gli auguri di buon compleanno (spontanei, eh), alcuni pubblicano foto di sé stessi chiedendo Mi sta bene questo push-up, altri ancora ci buttano dentro i loro tweet o gli aggiornamenti di stato di facebook. La maggior parte ama litigare, e poi insiste. Detta così, vedi frase iniziale. Ma come sempre, dipende da chi frequenti.

Linkedin: collEGO e faccio EGOnomia

LinkedinIl network professionale per eccellenza, nato su un principio molto semplice: la fiducia. La possibilità di entrare in contatto con altri tramite la segnalazione di contatti nostri che sono contatti loro crea un clima di distensione che predispone all’ascolto; un po’ meglio di un contatto a freddo. Le funzionalità recenti hanno aggiunto un grado di socialità “collettiva” ulteriore, in modo da fare sentire la propria voce nei lounge bar più opportuni, senza disturbare gli altri. Nasce per il business, quindi non è necessario far finta di vergognarsi se si cercano opportunità di monetizzare. Ma, mi raccomando: con di-gni-tà.

Foursquare, Gowalla: me-ne-frEGO

FoursquareGowallaLa maggior parte dei contenuti inseriti qui risponde alla domanda “e a me?”. Ma queste piattaforme stanno spopolando, consentendo ai miei “amici” di sapere in ogni momento dove mi trovo esattamente. In un caso è possibile diventare sindaco, senza nemmeno grossi rischi di commissariamento. Parallelamente stanno nascendo applicazioni complementari ad uso dell’inps e dei gruppi solidali di furto.

Slideshare: spiEGO

SlideShareNon so se Slideshare si possa definire un social network, senz’altro è una piattaforma di condivisione. Qui più che altrove è il contenuto che regna (ci ricorda qualcosa), quindi hai voglia a mettere foto di te nudo, non funzia. Devi caricare slide, quindi devi avere fatto slide, quindi devi avere qualcosa da dire, non si scappa. Solo per uomini veri.

PS non abbiamo incluso altri network blasonati perché non ci venivano in mente titoli simpa che includessero “ego”. Qualche suggerimento? Idee per YouTube, ad esempio? Eventualmente, scrivete qui sotto.

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31 maggio 2010

Tag Bologna Camp, il giorno dopo

al Tag Bologna Camp

Venerdì 28 maggio c’eravamo anche noi, al Tag Bologna Camp; dovendo trovare un pretesto per essere lì (due passi in centro a Bologna non erano una giustificazione sufficiente per il capo), abbiamo deciso di parlare del rilancio di accessibile.it, un progetto nato nel 2006, addormentato nel 2008, oggi in fase di risveglio.

A quel tempo, decidemmo di verificare se e come la legge sull’accessibilità varata due anni prima avesse sortito qualche risultato sui siti della pubblica amministrazione di un territorio ufficialmente di eccellenza – il nostro.

Per questo ci inventammo in modo del tutto empirico un’indagine sui 57 siti dei comuni della provincia di Bologna, misurando a grandi linee gli effetti primari e collaterali della legge (per i risultati rimandiamo alla suddetta indagine).

La constatazione un po’ amara è che i problemi di allora sembrano essere sostanzialmente soltanto “attualizzati”: è evoluto il web, e con esso la tecnologia, ma lo svolgimento del tema dell’accessibilità pare stagnare ancora nella sfera tecnica piuttosto che in quella umana.

Stiamo lavorando per fare diventare accessibile.it un progetto partecipativo; ne abbiamo già parlato con Michele e la sua creatura TagBoLab, chissà che non fioriscano a breve nuove iniziative sul territorio.

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27 maggio 2010

Tag Bologna Camp

Venerdì  28 siamo al TagBologna camp, che si svolgerà negli spazi della Sala Borsa in Piazza Grande a Bologna.

Noi ci saremo per parlare di qualcosa, probabilmente di accessibilità, tema schiaffeggiato, male interpretato, banalizzato (almeno in Italia) in questi anni post – legge Stanca, e invece centralissimo nell’epoca del web sociale e dei suoi grandi orizzonti.

Lo diciamo? lo diciamo: lo user generated content aumenta il digital divide. Suggerimenti? Soluzioni? Buone pratiche?

Augh.

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6 maggio 2010

Better Software 2010

Ieri full immersion a Firenze al Better Software 2010.
Impressioni e commenti:

  • ottimo l’impatto con l’organizzazione, bella la location (“prestigiosa”), così come il catering (lunch + i due break)
  • neo: il sovraffollamento delle sale in due casi non ci ha permesso di accedere agli speech
  • eventi molto eterogenei, forse avremmo apprezzato un livello di contenuti tra loro più coesi
  • ipnotico l’intervento di Giacomo Guillizzoni di Balsamiq, in stile americanissimo, molto motivante e sinceramente divertente, che ha raccontato quali leve professionali ed emotive hanno contribuito a creare un caso di successo
  • con la sua esperienza di perpetuo startuppista, Andrea Santagata di Banzai ha portato a sintesi i punti chiave su cui ragionare se ci si sta buttando nel vuoto vertiginoso dell’impresa on line
  • Marco Brambilla ha parlato di come costruire software socievole, proponendo un framework quadridimensionale che soddisfi il tuo capo e non uccida sul nascere qualsiasi velleità qualitativa
  • i treni erano in orario, e nel pomeriggio è spuntato il sole :)

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16 febbraio 2010

Dinamiche social e project management

Il contenuto di questo post farà meno paura del titolo…

E’ che la gestione del progetto è una questione che può fare la differenza tra un ottimo progetto e un progetto eccellente.
Nell’ottimo progetto, il cliente è soddisfatto.
Nel progetto eccellente, è soddisfatto anche il fornitore.

Ci è voluto un po’ per fare passare lo Svitol 2.0 in una disciplina così al limite del polveroso come il project management; l’hanno fatto per primi quelli di 37signals, secondo cui il project management è una questione di comunicazione più che di pianificazione. Su questo assunto hanno creato Basecamp, il tool probabilmente più usato nei salotti del web da bere, così drammaticamente semplice all’uso da chiedersi “tutto qui?” (e non è questo il sogno di qualsiasi progettista di interfacce?).

La questione interessante è proprio che questo oggetto “brings people together” (in corsivo nell’originale), mettendo le persone al centro del progetto. L’intuizione ne ha fatto un successo su larga, larghissima scala, segno evidente che gli strumenti che permettono di esprimere la “socialità” in rete possono risolvere esigenze a tutti i livelli, dalla ricerca dell’amore alla ricerca del profitto.

L’uso di Basecamp rende la gestione di progetto un affare collettivo, responsabilizzando le persone e fotografando in tempo reale quello che succede, non tanto nelle linee dritte di un Gantt (non esiste il ben noto diagramma, in Basecamp), quanto nella storia delle conversazioni, dei passaggi su ogni singolo tema, degli iter – a volte estenuanti – di approvazione di una bozza grafica.

P.S. come sempre, non è solo lo strumento che fa il successo; serve un po’ di rodaggio per adattarlo ai propri flussi, all’organizzazione, alle abitudini proprie dei propri clienti e collaboratori, ma è uno sforzo che saprà ripagarsi.

E, per tutto il resto, ci sono le API.

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27 ottobre 2009

Conversation, il blog di Lea Ceramiche

Mrs. Lea, the tile expert

Mrs. Lea, the tile expert

Cool! Abbiamo orgogliosamente supportato Lea Ceramiche nel progetto e nella realizzazione del suo blog, Conversation, pubblicato pochi giorni fa.

Conversation tocca le corde di un pubblico di professionisti dell’architettura, del design, della decorazione di interni, dell’edilizia: uno spazio di conversazione reso ulteriormente informale dalla presenza della striscia quotidiana dell’architetto Archibald e della sua collega, la “signorina” Lea, l’esperta di piastrelle ceramiche, creazioni del disegnatore belga Mike Hermans (qui il sito ufficiale).

A voi piace? A noi sì :)

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1 ottobre 2009

Cronaca di una giornata di energie rinnovabili

3° Salone Internazionale delle Tecnologie Fotovoltaiche per il Mediterraneo (presso l’irraggiungibile fiera di Roma)

Ieri, 30 settembre, allo stand di 9ren che a suo rischio e pericolo ci ha ospitato (un grazie speciale ad Antonella) si è parlato di web 2.0, e – tanto per non dimenticare la nostre radici – anche di web 1.0.

Un ringraziamento sincero a Fullo per la sua disponibilità ad usare le sue geniali slide sul motore a gatto imburrato. Per la cronaca, un investitore straniero ci ha chiesto se era stato brevettato. Noi glielo abbiamo venduto, insieme a un lotto di 300mq del Colosseo.

Illustrate e commentate le profetiche slide di Gluca; avvicinandosi l’ora del pranzo, alla tesi numero 27 la regia  ci ha fatto segno di stringere. A ruba le 5 copie cartacee delle 91 tesi, anche perché erano gratuite.

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13 luglio 2009

Social Media Corner: Una policy per i social media in azienda

Una azienda, grande o piccola che sia, non può permettersi oggi di chiudere il rubinetto di Internet e impedire ai propri dipendenti di utilizzare il social web: Facebook, blog, social network e altri servizi web 2.0.

Non è utile, non conviene alla diffusione di informazioni dell’azienda in rete e penalizza l’innovazione. Meglio è invece stabilire una policy per l’uso dei social media, personali e dell’azienda, così da guidarne l’uso.

[From Social Media Corner: Una policy per i social media in azienda]

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8 luglio 2009

Il 60% dei marketer americani pensa che i social network influenzano la loro brand awareness

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Nearly 60% of marketing and management professionals in a recent survey think social networking can have a significant influence on their company’s brand awareness, even though less than one-quarter say they are “actively engaged,” with it, according to a survey from the Direct Marketing Association’s (DMA) Social Media Council (SMC) in partnership with HeadMix.

[From dma-headmix-social-networking-biggest-impact-may-2009.jpg]

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18 giugno 2009

Imprese e Social Media: 5 must-haves

Having a Twitter or Facebook page is not a strategy. Nor is it very effective to hire community managers and charge them with reducing marketing dollars. The corporation today must first figure out its goals in the Web 2.0 world, set relevant metrics, invest in understanding customer needs, and map out an actionable plan it can implement. Only then will its full potential in the online social world be realized.

Ravit Lichtenberg, da ReadWriteWeb, segnalato da Mushin

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91 discutibili tesi per un marketing diverso

  • [Mini]Marketing

    Scegliete con voi persone che sanno come trovare le informazioni, non quelle che conoscono le informazioni.

    Tratto da 91 discutibili tesi per un marketing diverso